AD ANSELMO, CANE DELLA PONTINA, E ANCHE IN RICORDO DI KIRIA (clicca qui) E DI PIPPO (clicca qui)

 




Dolci occhi imploranti e disperati, per chi sa vederlo.

 



Scrivo di te, e per te, ora che te ne sei andato … dicono in un posto migliore di questo, là dove non c'è l'incredulità di ritrovarsi abbandonati, e non ci sono nemmeno la fame, la sete, il freddo, il caldo, la solitudine, l'indifferenza dei più, la macchine che ti sfrecciano accanto sulla via Pontina, la gabbia di un canile.

 

 

Non conosco l'inizio della tua storia, ma non importa. Sarà sicuramente come quella di tanti, cosi come lo è la tua fine: accolto da cucciolo, più o meno coccolato, poi lasciato, tradito, senza troppi pensieri nè rimorsi. Sei morto in un canile. Mi dicono che il volontario a cui ti eri tanto affezionato una mattina ti ha trovato cosi, con la testa appoggiata alla rete .. sembrava che dormissi.

 

Ho incrociato il tuo sguardo nella tua ultima fotografia, quella che ti hanno fatto in canile.

Mi ha fatto male, i tuoi occhi mi hanno detto cosi tante cose che non riesco a trovare le parole per contenerle. Però mi sembra di avervi letto tutta la tua vita, il tuo passato, la tua fine solitaria.

 

Probabilmente avrai vagato senza meta ma con uno scopo ben preciso: "dove sei amico uomo? cosa ne è stato di te? Ti sto cercando da tanti giorni, e non ci sei. Ma prima o poi ci ritroveremo, lo so. Mi sento sempre più debole, è vero, ma andrò avanti, perchè quello che mi importa di più è scorgere il tuo volto, sentire la tua mano, una mano che mi accarezza, magari .. e starti vicino. Adesso sono in gabbia e ti aspetto, non importa per quanto. Basta che arrivi. Sono stanco e malmesso, ferito e dolorante, ma raccolgo le mie forze per salutarti quando finalmente mi correrai incontro."

 

Non ce l'hai fatta Anselmo. Hai aspettato invano, sei morto solo.

Caldo fuori, perchè è giugno, e freddo dentro,

perchè il tuo cuore di cane sa di essere stato abbandonato, tradito;

Ferite sul corpo, che non senti perchè hai quelle dell'anima, che fanno più male.

Il tuo amore incondizionato è stato offeso, deriso, insultato.

Ma sono certa che hai perdonato

 

Ricordarti, è l'unica cosa che posso fare per te, adesso.

Scrivo per te, per ridarti vita e dignità.

Scrivo di te, perchè il tuo dolore non sia troppo discreto da passare inosservato.

Perchè cosi funziona, Anselmo: si dimentica. Da un lato il nostro mondo scintillante, ebbro e saturo di cose, faccende, risate, preoccupazioni, pensieri, e dall'altra il mondo vuoto di quelli come te, la vostra solitudine, lì nel silenzio, dove quasi nessuno vede.

 

Una parola per te, come un abbraccio

uno sguardo per te, adesso, come un fiore sulla tua morte.....

               

 

"Resta il pudore di scrivere versi / di diario o di gettare un urlo al vuoto / o nel cuore incredibile che lotta / ancora con il suo tempo scosceso."

 

(Un grazie ai volontari che hanno fatto il possibile per te e continuano ogni giorno a lottare per quelli come te)